Crociera aerea in aereo privato – 100% business class
Odissea Latino-Americana
Capo Verde – Brasile – Argentina – Isole Falkland
Ecuador – Colombia – Cuba
21 giorni / 20 notti
Dal 05 al 25 marzo 2027
Riepilogo
Odissea latina: dai ritmi di Bahia alle vette delle Ande, l’anima di un continente
Appropriarsi dell’immensità dell’America Latina in un unico viaggio è un privilegio che solo l’aviazione privata può offrire. A marzo 2027, Ciels du Monde ti invita a una “Odissea Latino-Americana”: una crociera aerea di 20 giorni concepita come una sinfonia di culture, ritmi e paesaggi grandiosi.
Dalla tappa inaugurale a Capo Verde, storico ponte verso il Nuovo Mondo, fino alle rive mitiche dell’Avana, ogni tappa è una celebrazione dell’arte di vivere e della diversità latina. Attraverserai l’Atlantico per scoprire il misticismo di Salvador de Bahia, il genio architettonico di Brasilia e la forza bruta delle cascate dell’Iguazú. Questo viaggio esclusivo ti porterà dagli eleganti viali di Buenos Aires ai tesori precolombiani di Bogotà, senza dimenticare i santuari naturali delle Galápagos o la magia ghiacciata di El Calafate.
A bordo del nostro aereo interamente privato in business class, viaggerai con una fluidità totale, libero da vincoli logistici per immergerti meglio nell’energia di questo continente vibrante. Più che un itinerario d’eccezione, questa odissea è un invito a sentire battere il cuore dell’America Latina, tra eredità coloniale, natura selvaggia e passione contagiosa.
Momenti salienti del viaggio
Le esperienze indimenticabili della tua odissea: tra natura selvaggia ed eredità latine
- Esplorazione di una miniera di sale incastonata nel cratere di un vulcano a Capo Verde
- Immersione nell’energia afro-brasiliana e negli splendori coloniali di Salvador de Bahia
- Spettacolo suggestivo della forza bruta delle cascate dell’Iguazú
- Tappa elegante e arte di vivere nei quartieri storici di Buenos Aires
- Scoperta dell’insolita Port Stanley, la capitale più australe del mondo
- Meraviglia davanti alla magia dei ghiacciai millenari della Patagonia a El Calafate
- Incontro con la biodiversità unica del santuario naturale delle Galápagos
- Visita della cattedrale di sale a Bogotà
- Giro in auto d’epoca sul mitico Malecón dell’Avana
Questi momenti salienti saranno programmati durante il tuo viaggio in base agli orari degli operatori, alle condizioni meteorologiche e ai vincoli locali (giorni festivi ecc.), ma saranno comunque effettuati salvo casi di forza maggiore.
In immagini
Un viaggio da vivere e da sentire: l’album delle tue future emozioni
Con Ciels du Monde, non visiti un paese, lo incontri!
Programma
A Parigi, in mattinata, incontrerai tutto il team del tuo viaggio prima di volare verso la tua destinazione.
Giorni 1 – 2
Tra crateri vulcanici e ritmi della Morna
Tempo di volo: Parigi – Capo Verde 6h
A bordo del nostro aereo privato, la nostra Odissea aerea di 21 giorni attraverso l’America Latina prende il volo. Ma prima di raggiungere le rive del Nuovo Mondo, s’impone una prima tappa, quasi naturale: Capo Verde, sentinella africana posta nel cuore dell’Atlantico.
Arcipelago vulcanico plasmato dai venti e dall’oceano, Cabo Verde svela paesaggi di una bellezza minerale suggestiva. Qui, la lingua portoghese si mescola al creolo capoverdiano, mentre risuona ovunque questa cultura singolare, nata nel corso dei secoli dall’incontro tra Africa, Europa e Americhe. Questa tappa non è frutto del caso. Per secoli, le isole di Capo Verde hanno costituito un passaggio strategico sulle grandi rotte atlantiche. Navigatori, esploratori e mercanti vi facevano sosta prima della lunga traversata verso il Nuovo Mondo. A nostra volta, seguiamo questa rotta mitica verso l’America del Sud.
Sull’isola di Sal, la natura ha composto uno scenario spettacolare. Nel cuore del cratere di un antico vulcano appaiono le saline di Pedra de Lume, uno straordinario mare interno dai riflessi cangianti, a lungo sfruttato per il suo prezioso sale.
Più a nord, le distese desertiche di Terra Boa ci riservano una delle curiosità naturali più affascinanti dell’isola: sotto l’effetto del calore e della luce, l’orizzonte si offusca e lascia apparire l’illusione perfetta di un lago posto in mezzo al deserto.
Poi arriva Santa Maria, il volto più intimo e caloroso di Capo Verde. Sul piccolo pontile, i pescatori tornano dall’oceano e mostrano il pescato del giorno in un’atmosfera autentica e vivace. Bastano pochi passi per raggiungere i vicoli fiancheggiati da case dai colori luminosi, dove il tempo sembra rallentare al ritmo della dolcezza capoverdiana.
Quando arriverà il momento di tornare al nostro aereo e riprendere la nostra traversata dell’Atlantico, lasceremo Sal con il ricordo dei paesaggi vulcanici, della luce e dei profumi del mare aperto.
E forse sentiremo ancora, come un ultimo sussurro dell’arcipelago, le note malinconiche della morna, quella musica intrisa di saudade di cui Cesária Évora, l’indimenticabile “diva a piedi nudi”, ha fatto conoscere l’anima al mondo intero.
Capo Verde sfuma dietro di noi. Davanti a noi, dall’altra parte dell’Atlantico, inizia l’America Latina.
Giorni 2 – 5
Culla culturale e battiti afro-brasiliani
Tempo di volo: Isola di Sal – Salvador de Bahia 5h
Lasciamo le isole di Capo Verde a bordo del nostro aereo privato e proseguiamo la nostra traversata dell’Atlantico, sulla scia dei grandi navigatori di un tempo. All’orizzonte si delineano presto le coste del Brasile: la nostra Odissea sudamericana può veramente iniziare.
Prima tappa nel Nuovo Mondo: Salvador de Bahia, antica capitale del Brasile e una delle città più affascinanti del paese. Affacciata sull’immensità dell’oceano, Salvador è una terra di meticciato dove, da secoli, si incontrano e si intrecciano le influenze africane, europee e amerindie.
Qui batte con un’intensità particolare l’anima afro-brasiliana. Si esprime nei ritmi della musica, nei colori, nei profumi e nella gastronomia, ma anche nella capoeira, affascinante incontro tra combattimento, danza e musica nato dalla storia delle popolazioni africane ridotte in schiavitù. Si rivela anche nel candomblé, religione afro-brasiliana profondamente radicata nelle tradizioni spirituali dell’Africa occidentale.
Partiremo alla scoperta del Pelourinho, cuore storico di Salvador, patrimonio mondiale dell’UNESCO. In questo scenario eccezionale, i vicoli acciottolati si snodano tra eleganti dimore coloniali dalle facciate pastello, piazze vivaci e sontuose chiese barocche. Ad ogni angolo, Salvador svela un nuovo volto e alcuni frammenti della sua storia movimentata.
Tra i suoi santuari più emblematici, scopriremo la celebre Igreja do Senhor do Bonfim, luogo di grande fervore bahiano e notevole simbolo del sincretismo religioso che caratterizza la città.
Ma Salvador non si riassume né nei suoi monumenti né nella sua storia. Si sente.
In un sorriso scambiato all’angolo di una strada, nelle percussioni che risuonano improvvisamente in una piazza, nei profumi di spezie e di cucina bahiana, in quella dolcezza di vivere che contrasta con l’energia formidabile della città.
Esuberante, meticcia, spirituale e profondamente affascinante, Salvador de Bahia non si visita soltanto: si vive.
E quando sarà ora di proseguire la nostra Odissea, forse capiremo perché alcuni viaggiatori, arrivati qui da oltre l’Atlantico, avrebbero volentieri gettato l’ancora per sempre…
Giorno 5
Brasilia – L’audacia visionaria e il genio architettonico di Oscar Niemeyer
Tempo di volo: Salvador de Bahia – Brasilia 2h
Oggi, il nostro comandante e il suo team ci portano nel cuore dell’immensità brasiliana per una tappa tanto singolare quanto inaspettata: Brasilia, capitale monumentale e visionaria, sorta quasi dal nulla sugli altopiani del paese.
Dopo l’esuberanza, i colori e l’eredità coloniale di Salvador de Bahia, scopriamo un volto completamente diverso del Brasile: quello della modernità e dell’audacia architettonica.
L’idea di trasferire la capitale verso l’interno del territorio era antica, ma è sotto l’impulso del presidente Juscelino Kubitschek, eletto nel 1955, che questo sogno prende veramente forma. La sua ambizione è immensa: costruire una nuova capitale nel cuore del paese e farne il simbolo di un Brasile rivolto al futuro. Il cantiere inizia nel 1956 e, meno di quattro anni dopo, Brasilia viene ufficialmente inaugurata il 21 aprile 1960.
Per immaginare questa città fuori dal comune, due geni dell’architettura brasiliana uniranno i loro talenti. Lúcio Costa disegna il celebre Plano Piloto, strutturato attorno a due grandi assi che danno alla città, vista dal cielo, una silhouette spesso paragonata a quella di un aereo o di un uccello con le ali spiegate. Oscar Niemeyer, invece, immagina i principali edifici pubblici e dà libero sfogo alla sua straordinaria maestria delle curve e del cemento.
Il risultato è suggestivo: una capitale dalle prospettive monumentali, dalle linee pulite e dagli edifici spettacolari, concepita come una vera opera d’arte a cielo aperto. Un’audacia architettonica che le varrà l’iscrizione, già nel 1987, al patrimonio mondiale dell’UNESCO.
La nostra scoperta ci condurrà in particolare verso la straordinaria cattedrale metropolitana Nossa Senhora Aparecida, una delle creazioni più emblematiche di Niemeyer. Le sue sedici colonne di cemento si slanciano verso il cielo come mani aperte, mentre la sua immensa corona di vetro inonda l’interno di una luce quasi irreale, corona che rappresenta la corona di spine di Cristo.
Raggiungeremo poi la maestosa Piazza dei Tre Poteri, cuore simbolico della Repubblica brasiliana, attorno alla quale si ergono il Palazzo del Planalto, sede della presidenza, il Congresso Nazionale e il Tribunale Supremo Federale. Qui, architettura e potere dialogano in uno scenario dalle proporzioni spettacolari.
Brasilia sconcerta tanto quanto affascina. Poche città al mondo permettono di scoprire con tale evidenza la concretizzazione di un’utopia.
Dopo un pranzo dai sapori brasiliani, torneremo al nostro aereo per proseguire la nostra Odissea.
Lasciamo quindi il Brasile degli uomini e dei loro sogni per raggiungere uno dei più prodigiosi spettacoli plasmati dalla natura.
In prima serata, raggiungeremo Iguazú e le sue cascate leggendarie.
Dopo l’opera degli uomini, spazio ora a quella della natura…
Giorni 5 – 7
Cascate dell’Iguazú – Lo spettacolo suggestivo delle “Grandi Acque” nel cuore della giungla
Tempo di volo: Brasilia – Iguazú 2h10
Dopo l’audacia architettonica di Brasilia, la nostra Odissea ci conduce verso uno spettacolo di tutt’altra dimensione. Qui, l’uomo si fa da parte e lascia spazio alla potenza sovrana della natura.
Eccoci a Iguazú, il cui nome, ereditato dalla lingua guaraní, significa “grandi acque”. Raramente un nome ha descritto così giustamente un luogo.
Nel cuore di un’immensa foresta subtropicale sorge improvvisamente uno degli spettacoli naturali più suggestivi del nostro pianeta: le cascate dell’Iguazú. Quasi 275 cascate si susseguono su un fronte di quasi tre chilometri, disegnando tra il Brasile e l’Argentina un confine naturale di una bellezza e di una smisuratezza straordinarie.
Classificate come patrimonio mondiale dell’UNESCO, le cascate non si contemplano con un solo sguardo: si scoprono, si avvicinano e si sentono. Per questo prenderemo il tempo di esplorarne i due versanti, brasiliano e argentino, che offrono prospettive radicalmente diverse e perfettamente complementari.
Dal lato brasiliano si offre a noi la visione magistrale dell’insieme: una successione quasi infinita di cascate che sorgono da uno scrigno di vegetazione smeraldo. Poi, lungo le passerelle, ci avvicineremo progressivamente a questa formidabile massa d’acqua fino a sentirne il soffio e gli spruzzi.
Il versante argentino ci porterà, invece, nel cuore stesso delle cascate. Fino alla mitica Gola del Diavolo — Garganta del Diablo. Un gigantesco anfiteatro naturale dove masse d’acqua vertiginose precipitano per quasi 80 metri in un fragore assordante. Di fronte a questa potenza, le parole diventano quasi inutili.
Intorno a noi si estende una foresta subtropicale di un’eccezionale ricchezza. Tucani, coati, farfalle multicolori e innumerevoli specie di uccelli popolano questa vegetazione lussureggiante che conta migliaia di specie vegetali. Qui, l’acqua e la giungla sembrano formare un unico mondo.
E per chi desidera salire ancora più in alto, un sorvolo in elicottero offrirà una prospettiva assolutamente spettacolare. Vista dal cielo, la foresta sembra improvvisamente aprirsi per lasciar sorgere questa immensa rete di cascate, rivelando finalmente tutta la dimensione di Iguazú.
Esistono paesaggi che si ammirano. Altri che si fotografano. Iguazú appartiene a quella categoria molto più rara di luoghi che non si dimenticano mai.
Quando torneremo al nostro aereo per proseguire l’Odissea, porteremo con noi il rombo delle “Grandi Acque”, gli spruzzi sui nostri volti e quella sensazione fugace di aver contemplato una delle più straordinarie opere della natura.
Giorni 7 – 10
Tra viali haussmanniani e ritmi avvolgenti del tango
Tempo di volo: Iguazú – Buenos Aires 2h00
Lasciamo la lussureggiante natura selvaggia di Iguazú e torniamo al nostro uccello di ferro. Poche ore dopo, cambio di scenario: Buenos Aires appare, immensa ed elegante, adagiata sulle rive del Río de la Plata.
Benvenuti in quella che a volte viene chiamata “la Parigi del Sud America”.
Buenos Aires possiede infatti qualcosa di deliziosamente familiare eppure profondamente esotico. Plasmata dalle grandi ondate migratorie provenienti da Spagna, Italia e da tutta Europa, la capitale argentina è uno straordinario meticciato di culture, architetture e tradizioni. I suoi ampi viali, le sue facciate Belle Époque, i suoi edifici di ispirazione haussmanniana, i suoi teatri sontuosi e i suoi caffè storici le conferiscono un’eleganza quasi europea. Ma dietro questa apparente compostezza batte un cuore risolutamente latino-americano, appassionato e a volte eccessivo.
La nostra scoperta inizierà dalla mitica Plaza de Mayo, cuore storico e politico della capitale. Di fronte a noi si erge la celebre Casa Rosada, sede della presidenza argentina.
Buenos Aires porta anche le tracce di una storia recente a volte dolorosa. La dittatura militare che governò l’Argentina dal 1976 al 1983 rimane profondamente iscritta nella memoria nazionale.
Scopriremo poi uno dei gioielli culturali della città: il prestigioso Teatro Colón, inaugurato nel 1908 e considerato una delle grandi scene liriche internazionali.
Poi cambieremo totalmente atmosfera raggiungendo il quartiere di La Boca, le cui facciate vivacemente colorate raccontano un’altra storia di Buenos Aires, più bohémien, profondamente legata alle sue radici.
Impossibile inoltre evocare la capitale argentina senza incontrare la figura di Eva Perón. Il museo a lei dedicato ci permetterà di comprendere meglio il destino fuori dal comune di colei che un intero popolo chiamò semplicemente Evita.
Ma Buenos Aires non si limita a essere visitata. Si vive, e soprattutto si vive di notte. Quando le luci si accendono, appare un’altra città. È allora che risuonano le prime note del tango, quella danza nata nei quartieri popolari del Río de la Plata, miscuglio di seduzione, nostalgia e passione diventato uno dei più bei simboli dell’Argentina.
Per la nostra ultima serata, ci lasceremo trasportare da questa atmosfera incomparabile davanti a un’eccellente carne argentina, accompagnata magari da un grande Malbec, prima di scoprire tutta la sensualità e l’eleganza di un vero spettacolo di tango.
Buenos Aires è così: europea per eleganza, latino-americana per anima e argentina fin nei suoi eccessi.
Domani, la nostra Odissea riprenderà il volo… ma rimarranno a lungo nei nostri ricordi alcune note di bandoneón e un po’ della passione di Buenos Aires.
Giorno 10
Port Stanley – Una tappa insolita tra memoria storica e fauna australe
Tempo di volo: Buenos Aires – Port Stanley 2h40
Lasciamo l’effervescenza di Buenos Aires per riprendere il nostro volo verso sud. A poco a poco, le terre si diradano, l’Atlantico diventa immenso e la nostra Odissea assume i toni di una spedizione.
Davanti a noi appare presto una delle tappe più insolite ed esclusive del nostro viaggio: le Isole Falkland, o Malouines.
Perso nell’Atlantico meridionale, a diverse centinaia di chilometri dalle coste della Patagonia, questo arcipelago britannico offre la sensazione suggestiva di aver raggiunto un territorio ai confini del mondo. Qui, i paesaggi sono immensi, spazzati dai venti, le coste profondamente frastagliate e la natura regna quasi incontrastata.
A lungo legate alla caccia alle balene e alle foche, poi diventate un punto strategico per la Royal Navy nell’Atlantico meridionale, le Falkland occupano anche un posto singolare nella storia contemporanea. Rivendicate dall’Argentina, che le chiama Islas Malvinas, furono nel 1982 teatro di una guerra breve ma particolarmente intensa tra Argentina e Regno Unito. Più di quarant’anni dopo il conflitto, questa storia rimane profondamente presente nelle memorie e nei paesaggi.
Poi raggiungeremo Stanley, minuscola capitale dal fascino deliziosamente britannico che a volte dà l’impressione che un villaggio inglese sia stato trasportato all’altro capo del pianeta.
Scopriremo l’ Historic Dockyard Museum, che racconta la storia marittima, umana e naturale dell’arcipelago, così come la Government House, residenza del governatore dal XIXº secolo.
Pochi passi più avanti si erge la Christ Church Cathedral, cattedrale anglicana diventata uno dei simboli di Stanley. Nelle immediate vicinanze, il sorprendente Whalebone Arch, costituito da mascelle di balena, ricorda quanto la storia di queste isole fosse un tempo intimamente legata ai grandi mammiferi dell’Oceano Australe.
Ma la vera ricchezza delle Falkland si trova forse altrove: nella loro natura eccezionalmente preservata. A Gypsy Cove, tra lande e scogliere che dominano le acque fredde dell’Atlantico, partiremo all’incontro con i pinguini di Magellano che vengono qui a stabilire le loro tane. Intorno a noi, uccelli marini e paesaggi selvaggi compongono uno scenario di una bellezza austera e profondamente emozionante.
Proprio vicino a Stanley, Cape Pembroke, estremità orientale dell’arcipelago, completerà questa straordinaria sensazione di essere arrivati alla fine del mondo: davanti a noi, quasi più nulla… se non l’oceano.
Il nostro passaggio alle Falkland sarà volutamente breve, solo poche ore. Ed è forse proprio questo a dare a questa tappa tutto il suo sapore: il raro privilegio di far atterrare il nostro aereo su una terra che pochi viaggiatori avranno mai l’occasione di scoprire.
Giorni 10 – 12
El Calafate – La maestosità dei ghiacciai millenari della Patagonia
Tempo di volo: Port Stanley – El Calafate 1h50
Lasciamo le terre isolate delle Falkland e torniamo al nostro aereo privato per fare rotta verso ovest. Sotto le nostre ali appare presto l’immensità della Patagonia argentina, territorio mitico di steppe infinite, montagne e ghiacciai.
La nostra destinazione: El Calafate, piccola città adagiata sulle rive del Lago Argentino e porta d’accesso privilegiata a uno dei più straordinari santuari naturali del Sud America: il Parco Nazionale Los Glaciares, patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Qui inizia veramente il regno dei ghiacci.
Nel cuore di paesaggi di una bellezza quasi irreale, immensi ghiacciai scendono dalla Cordigliera delle Ande per raggiungere le acque turchesi dei grandi laghi patagonici. Tra questi si trova uno dei ghiacciai più famosi del nostro pianeta: il Perito Moreno.
Quando lo avvisteremo per la prima volta, lo spettacolo sarà suggestivo. Di fronte a noi si ergerà una gigantesca muraglia di ghiaccio il cui fronte emerge a quasi 60 metri sopra le acque del Lago Argentino.
Una successione di torri, crepacci e sculture naturali dove la luce gioca con una straordinaria tavolozza di bianchi, turchesi e blu profondi.
Ma il Perito Moreno non è un paesaggio immobile. È un gigante vivo.
Grazie a una notevole rete di passerelle allestite di fronte al ghiacciaio, potremo osservarlo da diverse angolazioni e prenderci il tempo per misurarne tutta la smisuratezza. Bisognerà anche sapersi fermare e ascoltare.
Perché all’improvviso, nel silenzio della Patagonia, risuona un rombo sordo.
Una crepa si apre, un pezzo di ghiaccio si stacca e crolla nelle acque del lago con un fragore spettacolare. Pochi secondi dopo, torna la calma, come se nulla fosse accaduto.
Per prolungare questo incontro eccezionale, ci imbarcheremo poi sul Lago Argentino, il più vasto lago della Patagonia argentina. Dalle sue acque, la prospettiva cambia totalmente: navigheremo in mezzo a un paesaggio monumentale, tra montagne, ghiacciai e blocchi di ghiaccio che derivano lentamente in superficie.
A soli 187 metri di altitudine, l’universo glaciale di Los Glaciares possiede una particolarità rara: quella di offrire paesaggi solitamente riservati alle spedizioni di alta montagna pur rimanendo notevolmente accessibili. Ed è forse qui che risiede tutta la magia di El Calafate.
Qui, non c’è bisogno di conquistare la montagna: sono i ghiacciai che scendono al livello degli esseri umani.
Quando lasceremo le rive del Lago Argentino, rimarranno nella memoria il silenzio delle immensità patagoniche, gli scricchiolii del ghiaccio e soprattutto quelle sfumature di blu quasi impossibili da descrivere.
Dopo aver raggiunto le terre della fine del mondo, la nostra Odissea ci ha appena offerto un faccia a faccia con uno degli ultimi giganti di ghiaccio del pianeta.
Giorni 12 – 15
Le Galápagos – Immersione nel cuore della “culla dell’evoluzione” e santuario naturale
Tempo di volo: El Calafate – Guayaquil 7h
La nostra Odissea assume ora una nuova dimensione. Dopo alcune ore di volo lungo la Cordigliera delle Ande, il comandante inizia la discesa verso la prima tappa, Guayaquil, porta d’accesso alla scoperta di uno dei territori più affascinanti e meglio preservati del nostro pianeta: le isole Galápagos.
A quasi 1.000 chilometri dalle coste dell’Ecuador, sorge in mezzo all’oceano un arcipelago vulcanico plasmato dal fuoco, dai venti e dalle correnti marine. Un volo di linea ci porta sull’isola di Baltra, nel cuore di queste isole dove la natura sembra aver scritto le proprie regole.
Benvenuti in quelle che potremmo chiamare le isole delle origini.
Quando Charles Darwin sbarca alle Galápagos nel 1835 a bordo dell’HMS Beagle, scopre una fauna le cui particolarità nutriranno profondamente la sua riflessione scientifica. Le sue osservazioni, in particolare quelle riguardanti le variazioni tra specie da un’isola all’altra, contribuiranno più tardi all’elaborazione della sua teoria dell’evoluzione per selezione naturale.
Molto prima di Darwin, queste terre isolate servirono da rifugio ai pirati, poi da tappa per i balenieri. L’arcipelago deve il suo nome alle straordinarie tartarughe giganti, designate un tempo dal termine spagnolo galápago, diventate oggi uno dei simboli di queste isole.
Ma alle Galápagos, l’eccezionale diventa quasi quotidiano.
Questa vicinanza eccezionale ci ricorda tuttavia che qui siamo solo ospiti. Alle Galápagos, è l’uomo che deve adattarsi alla natura, mai il contrario.
Protetto da un parco nazionale e da un’immensa riserva marina, l’arcipelago è stato anche uno dei primissimi siti iscritti al patrimonio mondiale dell’UNESCO, nel 1978. La sua eccezionale conservazione ne fa ancora oggi uno straordinario laboratorio naturale a cielo aperto.
Su Santa Cruz, ci avvicineremo alle celebri tartarughe giganti e scopriremo la stazione scientifica Charles Darwin, dedicata alla ricerca e alla conservazione di questo ecosistema unico.
Navigheremo così tra le isole, cammineremo su sentieri tracciati nella lava e osserveremo questa fauna straordinaria nel suo ambiente naturale. In certi momenti, la sensazione sarà quasi spiazzante: quella di scoprire la Terra prima dell’uomo.
Le Galápagos non sono quindi semplicemente una nuova tappa del nostro viaggio.
Costituiscono un viaggio nel viaggio, una parentesi fuori dal tempo dove pochi giorni bastano per stravolgere il nostro sguardo sul mondo vivente.
Quando torneremo al nostro aereo per proseguire la nostra Odissea, lasceremo dietro di noi queste terre vulcaniche perse in mezzo al Pacifico con una strana impressione: quella di aver avvicinato, per qualche istante, le origini stesse del mondo.
Giorni 15 – 17
Bogotà – Tesori di oreficeria e splendori degli altopiani andini
Lasciamo l’universo quasi primordiale delle Galápagos e ritroviamo il nostro aereo sul continente. Man mano che ci avviciniamo alla Colombia, i rilievi si delineano e la Cordigliera delle Ande riappare sotto le nostre ali. La nostra prossima tappa ci aspetta a 2.640 metri di altitudine: Bogotà, una delle capitali più elevate al mondo.
Qui, l’aria si fa più frizzante, la luce più intensa e le montagne sembrano vegliare su una metropoli brulicante di quasi otto milioni di abitanti. A lungo sconosciuta ai viaggiatori, Bogotà si è imposta come una delle grandi capitali culturali dell’America Latina, mescolando con un’energia sorprendente eredità coloniale, tesori precolombiani e creazione contemporanea.
La nostra scoperta inizierà naturalmente da La Candelaria, cuore storico della città. Dietro le sue facciate colorate e le sue dimore coloniali si nascondono piazzette, patii segreti, antiche chiese e caffè dove aleggia l’immancabile profumo del caffè colombiano.
Al centro di questo quartiere si apre la maestosa Plaza de Bolívar, vero cuore politico e storico della capitale. Intorno ad essa si ergono la Cattedrale Primada, il Campidoglio Nazionale e il Palazzo di Giustizia, in uno scenario monumentale dominato dalla figura di Simón Bolívar, eroe dell’indipendenza sudamericana.
Basteranno poi pochi passi per raggiungere uno dei musei più straordinari del continente: il Museo del Oro. È qui che prende in particolare tutto il suo senso la leggenda dell’El Dorado, che ha fatto sognare tanti esploratori europei.
Cambieremo poi totalmente universo al Museo Botero, allestito in un’elegante dimora coloniale. Vi ritroveremo le silhouette immediatamente riconoscibili di Fernando Botero,
Un museo a sua immagine: generoso, sorprendente e a volte deliziosamente irriverente.
Poi lasceremo l’effervescenza della capitale per raggiungere uno dei luoghi più insoliti della Colombia: la cattedrale di sale di Zipaquirá. Sepolta nel cuore di un’antica miniera, questa sorprendente cattedrale sotterranea ci porta in un labirinto di gallerie scavate nella roccia salina. Cappelle, croci monumentali e giochi di luce compongono un universo quasi irreale dove si incontrano la geologia, l’arte e la spiritualità.
Bogotà è così fatta di contrasti. Al tempo stesso monumentale e intima, profondamente andina e risolutamente contemporanea, offre un volto della Colombia ben diverso dalle immagini che a volte si crede di conoscere.
Dagli ori misteriosi delle civiltà precolombiane alle rotondità maliziose di Botero, dai vicoli de La Candelaria alle profondità silenziose di Zipaquirá, Bogotà ci racconta diversi secoli di storia in un’unica tappa.
Alla nostra partenza, lasceremo dietro di noi questa capitale sospesa tra cielo e montagne con la sensazione di aver scoperto uno dei volti più inaspettati e raffinati della Colombia.
Giorni 17 – 20
L’Avana – Nostalgia coloniale ed effervescenza caraibica al ritmo della salsa
Tempo di volo: Bogotà – L’Avana 4h20
Per l’ultima tappa della nostra Odissea, facciamo rotta su un’isola mitica dei Caraibi: Cuba.
Dopo tre settimane di scoperte, paesaggi grandiosi e incontri, serviva senza dubbio una destinazione con un’anima sufficientemente forte per chiudere questa avventura. L’Avana sarà il nostro ultimo appuntamento con l’America Latina.
Fondata dagli spagnoli all’inizio del XVIº secolo, la capitale cubana è stata per secoli uno dei grandi porti strategici del Nuovo Mondo. Di questo passato prestigioso rimane uno straordinario patrimonio architettonico dove palazzi barocchi, dimore coloniali, piazze eleganti e fortezze raccontano cinque secoli di storia.
La storia di Cuba è stata anche quella di una lunga ricerca di indipendenza. Dopo diversi decenni di lotta contro la dominazione spagnola, l’isola passa sotto l’amministrazione militare americana nel 1898, prima dell’istituzione della Repubblica di Cuba nel 1902, sotto una forte influenza degli Stati Uniti. Una nuova pagina si apre nel 1959, quando la rivoluzione guidata da Fidel Castro e dai suoi compagni rovescia il regime di Fulgencio Batista e stravolge durevolmente il destino del paese. È tuttavia lontano dai libri di storia che l’Avana rivela veramente la sua anima.
Partiremo alla scoperta di La Habana Vieja, patrimonio mondiale dell’UNESCO. Dietro le facciate patinate dal tempo appaiono magnifiche piazze coloniali, patii segreti, chiese barocche e antiche dimore aristocratiche.
Ma a volte basta lasciare i monumenti per incontrare l’essenziale. Una porta socchiusa lascia sfuggire alcune note di son cubano, giocatori di domino commentano rumorosamente la loro partita, un sigaro si consuma lentamente all’ombra di un porticato mentre all’angolo di una strada risuonano improvvisamente alcuni accordi di chitarra.
All’Avana, la musica non è mai troppo lontana.
Cambieremo poi ritmo per ritrovare una delle immagini più emblematiche di Cuba: le straordinarie auto americane degli anni ’50. Cadillac, Chevrolet, Buick o Pontiac dai colori vivaci ci porteranno per una passeggiata fuori dal tempo.
Lungo la nostra scoperta apparirà anche la memoria della Rivoluzione cubana. Fidel Castro, Ernesto “Che” Guevara e le grandi ore del castrismo appartengono ormai alla storia, ma le loro immagini, i loro simboli e la loro eredità rimangono onnipresenti nella capitale.
Cuba affascina proprio per questi contrasti: splendore e patina, nostalgia ed energia, storia e spensieratezza, rivoluzione e dolcezza caraibica.
E poiché un’Odissea del genere non poteva concludersi in sordina, la nostra ultima serata sarà all’immagine di Cuba: calorosa, festosa e decisamente “caliente”.
Alle prime note di salsa, i corpi si sciolgono e la festa comincia. Alcuni mojito o Cuba Libre accompagneranno quest’ultima serata sotto i tropici, mentre misureremo forse il cammino percorso dalla nostra prima tappa a Capo Verde.
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Date & Prezzi
Tariffe dell’Odissea Latinoamericana dal 05 marzo al 25 marzo 2027
| Servizi | Zaffiro |
|---|---|
|
Prezzo a Persona in camera doppia |
59.750 € |
| Configurazione sedile: | Business class |
| Servizio a bordo: | 5 * lusso |
| Cantina: | Selezione lusso |
| Alloggio: | Hotel 5*, Lusso & Charme |
| Configurazione visite: | Visite in sottogruppi |
| Supplemento camera singola: | 5.600 € |
Recensioni
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Sosteniamo attivamente iniziative locali accuratamente selezionate per il loro impatto positivo sull’ambiente. Lavoriamo a stretto contatto con i nostri partner locali per farvi scoprire queste destinazioni attraverso visite concepite nel rispetto della natura e delle popolazioni. Sviluppiamo partnership con ONG internazionali per inviare forniture mediche o scolastiche verso alcune destinazioni preselezionate.
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